Un Kashan del 1920 in pezzi: il restauro più difficile
Strappato in cinque frammenti, con perdita di materiale. Ventidue giorni di lavoro per rendere invisibile la riparazione.
In breve
- Il tappeto era stato conservato piegato: la piega è diventata linea di rottura.
- Prima di ogni cucitura il tappeto è stato lavato per ammorbidire le fibre centenarie.
- I frammenti sono stati allineati su un piano retroilluminato per mappare le perdite.
- 22 giorni: riunificazione con cucitura a mano sul retro, ricostruzione dei nodi, integrazione cromatica.
Il Kashan è arrivato in cinque frammenti, staccati lungo linee di usura che si erano progressivamente allargate fino allo strappo. La famiglia lo aveva custodito in cantina per anni, piegato, il modo peggiore di conservare un tappeto, finché il peso aveva finito per spezzarlo lungo le pieghe. Un pezzo di famiglia di un secolo, con un medaglione centrale e cantonali fioriti tipici della manifattura, ridotto a un puzzle.
Prima domanda: si può riunire?
La prima sfida era capire se i frammenti potevano essere riaccostati. Con pezzi di oltre cento anni le fibre sono spesso così rigide che tentare di unirli a forza creerebbe nuovi strappi. La risposta era no, non subito: prima di qualsiasi operazione di cucitura il tappeto doveva essere lavato e ammorbidito. Un lavaggio ad acqua fredda con sapone neutro ha rimosso la polvere accumulata in cantina e restituito alla lana la flessibilità necessaria.
La mappatura
Dopo il lavaggio abbiamo allineato i frammenti su un piano di vetro retroilluminato per mappare esattamente le zone di perdita del materiale. In alcune aree mancavano nodi per 15–20 centimetri quadrati: zone dove la lana era andata perduta e il solo supporto di cotone era rimasto intatto. In altre mancava anche l’ordito. Da questa mappa nasce il preventivo: ogni centimetro quadrato di nodi da ricostruire ha un tempo di lavoro noto.
La ricostruzione in tre fasi
- Riunificazione strutturale. I cinque frammenti sono stati ricuciti a mano sul retro, con filo di cotone e punti invisibili dal fronte, seguendo le linee di strappo. Dove mancava l’ordito lo abbiamo teso di nuovo, ancorandolo ai fili originali integri.
- Ricostruzione dei nodi. Sulle zone mappate i nostri artigiani hanno riannodato a mano la lana mancante, seguendo il disegno dei cantonali e del medaglione ancora leggibile ai margini delle lacune, con la stessa densità dell’originale.
- Integrazione cromatica. I filati erano stati tinti in anticipo con la tavolozza originale (rossi di robbia, blu di indaco, avorio naturale) e confrontati sotto luce diversa. Dopo l’annodatura, tosatura del pelo nuovo alla stessa altezza dell’antico.
Ventidue giorni dopo
Il lavoro di ricostruzione ha richiesto 22 giorni. Il Kashan è tornato a casa in un unico pezzo, con la documentazione fotografica di ogni fase e il certificato di garanzia di 24 mesi che accompagna i nostri restauri. Le linee di strappo, sul fronte, non si vedono. Sul retro si intuiscono solo sapendo dove guardare.
La lezione
Questo tappeto non avrebbe avuto bisogno di alcun restauro se fosse stato arrotolato invece che piegato, e conservato in un ambiente asciutto. Sono le due regole che ripetiamo nella guida su come custodire il tappeto d’estate. Per i pezzi di valore che restano fermi a lungo, la custodia climatizzata evita alla radice pieghe, tarme e umidità.
Domande frequenti
- Un tappeto strappato in più pezzi si può restaurare?
- Quasi sempre sì, se l'ordito è recuperabile e i frammenti coincidono. Il costo dipende dai centimetri di strappo e dalle zone in cui manca materiale; il preventivo è scritto e senza impegno.
- Perché non si deve piegare un tappeto?
- La piega concentra lo stress su una linea di fibre che, con il peso e il tempo, si indeboliscono fino allo strappo. I tappeti si arrotolano sempre, con il pelo verso l'interno.
- Quanto è durato questo restauro?
- 22 giorni di lavoro effettivo, più il lavaggio iniziale e l'asciugatura.