Cura del tappeto

Il segreto dei colori naturali nei tappeti antichi

Melograno, noce, indaco: come le tinture naturali reagiscono al lavaggio e perché durano secoli.

Redazione Galleria Tabriz
Pubblicato il · Aggiornato il · 3 min di lettura
Dettaglio di un arazzo antico con fiori blu tinti con indaco naturale

In breve

  • Le tinture naturali si legano chimicamente alla lana tramite mordenti (allume, tannino, ferro): per questo durano.
  • Rosso: cocciniglia e robbia; blu: indaco; giallo: reseda e melograno; marrone: noce.
  • Si riconoscono dall'abrash, le leggere variazioni di tono dentro lo stesso colore.
  • Lavaggio: acqua sotto i 30 °C, sapone a pH neutro, asciugatura lenta all'ombra.

I colori di un tappeto persiano del XIX secolo hanno qualcosa di impossibile: sono lì da 150 anni, hanno attraversato decenni di calpestio, luce e umidità, eppure brillano ancora. Come è possibile? La risposta è nelle tinture naturali.

Come funzionano le tinture naturali

Le tinture vegetali e animali usate prima dell’introduzione dei coloranti chimici (fine Ottocento) hanno proprietà fisico-chimiche uniche. Non sono semplicemente depositate sulla fibra, ma legate chimicamente alla lana attraverso mordenti naturali (allume, tannino, ferro) che formano legami stabili nel tempo. La lana viene prima trattata con il mordente, poi immersa nel bagno di tintura, spesso più volte: ogni passaggio aggiunge uno strato di colore.

Le tinture principali

Colore Fonte Caratteristiche
Rosso carminio Cocciniglia (Dactylopius coccus) Straordinaria resistenza alla luce UV
Rosso mattone Robbia (radice) Il rosso classico dei tappeti persiani
Blu Indaco Sviluppa una patina profonda con l’ossidazione
Giallo Reseda, buccia di melograno, zafferano Sensibile alla luce, tende ad ammorbidirsi
Verde Indaco su giallo Doppio bagno, per questo raro e prezioso
Marrone Mallo di noce, corteccia di quercia Stabile, usato anche per i contorni
Nero Ferro su tannino Corrode la lana: nei tappeti antichi il nero è spesso più consumato

Il rosso della cocciniglia è il più celebre: estratto da un insetto parassita del fico d’India, resiste alla luce ultravioletta in modo che nessun colorante sintetico riesce a eguagliare. Il blu dell’indaco naturale sviluppa nel tempo una patina di ossidazione che conferisce profondità visiva impossibile da replicare industrialmente.

Come riconoscerle

Il segno più evidente è l’abrash: leggere variazioni di tono all’interno dello stesso colore, dovute ai diversi bagni di tintura con cui è stata preparata la lana. Non è un difetto ma una firma. Altri indizi: alla base del pelo il colore è più intenso e sfuma verso la punta; il retro del tappeto ha gli stessi colori del fronte, appena più vivi; i colori invecchiano insieme, senza che uno “salti” rispetto agli altri.

Le prime tinture sintetiche (anilina, dal 1870 circa) si riconoscono invece perché sbiadiscono in modo irregolare, virano (i viola diventano grigi, gli arancioni rosa) e stingono in lavaggio.

Come si lavano i tappeti con tinture naturali

Quando laviamo un tappeto antico con tinture naturali usiamo procedure specifiche: acqua a temperatura controllata (mai oltre 30 °C), saponi a pH neutro, risciacquo rapido e abbondante, asciugatura lenta all’ombra in ambiente ventilato. I coloranti naturali reagiscono all’acqua calda e ai pH estremi: è il motivo per cui il lavaggio professionale è così importante per i pezzi storici, e per cui sconsigliamo qualsiasi lavaggio domestico o a secco.

E nel restauro

Nel restauro dei tappeti antichi la tintura è metà del lavoro: i filati nuovi vengono tinti con le stesse piante e gli stessi mordenti dell’originale, e confrontati sotto luce naturale e artificiale prima di essere annodati. È l’unico modo perché lana nuova e lana antica invecchino allo stesso ritmo e il restauro resti invisibile anche dopo anni.

Domande frequenti

Come capisco se il mio tappeto ha tinture naturali?
Guardate il pelo controluce: le tinture naturali mostrano variazioni di tono (abrash) e, alla base del pelo, un colore più intenso che sfuma verso la punta. Le sintetiche sono uniformi. Una perizia lo conferma con certezza.
Le tinture naturali stingono in lavaggio?
Un leggero rilascio di colore nell'acqua è normale e non è un problema se il lavaggio è fatto a freddo e con risciacquo rapido. Con acqua calda o detergenti alcalini, invece, i colori possono migrare.
Perché il blu dei tappeti antichi sembra più profondo?
L'indaco naturale ossida nel tempo e crea strati di colore sovrapposti sulla fibra, con un effetto di profondità che i coloranti sintetici non riproducono.
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Redazione Galleria Tabriz

Laboratorio di lavaggio e restauro tappeti, Milano

Gli articoli nascono dal lavoro quotidiano del laboratorio di Via Bergamo 8: oltre 50.000 tappeti lavati, restaurati o periziati dal 2004, con la supervisione di Amir Eskandarzadeh, perito di tappeti orientali riconosciuto dalla Camera di Commercio di Milano.

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